Chiunque ormai conosce questa fortunate serie americana di cartoni animati, ne ha visto almeno una puntata, magari per sbaglio, o ne ha sentito parlare.La giallissima famigliola di antieroi e’ ormai parte integrante del nostro immaginario televisivo e non, le loro serie sono state passate sul piccolo schermo decine, se non centinaia di volte, e chi li ama ha seguito le loro avventure senza mai stancarsi delle innumerevoli repliche. La caratteristica propria di quella che e’ stata definita dal Time “la migliore serie televisiva del ventesimo secolo” consiste nell’essere stato uno straordinario veicolo di cultura pop. I Simpson nelle oltre 400 puntate di vita hanno fagocitato, rielaborato e parodiato tutto quello che e’ avvenuto nel cinema, nella televisione e nella nostra contemporaneità. Non è un caso che “The movie” si apra proprio con Homer che prende in giro noi, il pubblico accorso nelle sale a vedere qualcosa che potrebbe vedere in maniera più comoda ed economica nella sicurezza delle pareti domestiche. Il che costituisce il nocciolo fondamentale di un esperimento di questo tipo. Il risultato e’ evidente. Sara’ molto difficile che un appassionato non si diverta di fronte alla stupidita’ di Homer, alla sentenziosita’ di Marge e alle carnevalate di Bart. Lisa peraltro e’ impegnata in una spassosa presa in giro di Al Gore e delle sue conferenze poi diventate film in “Una scomoda verità”. Forse gli appassionati piu’ severi potranno obiettare che di “risvegli spirituali” di Homer ce ne sono stati a bizzeffe (vedi l’episodio dei peperoncini maledetti) e che le crisi domestiche sono state esplorate e sviscerate fino all’inverosimile.
Lo straordinario dei Simpson pero’ non e’ nel presentare temi gia’ affrontati ma nel rivisitarli con spirito nuovo accompagnandoli con una nuova dose di arguzia.
La trama, pur spassosa, di fronte allo spettacolo e’ del resto ininfluente.Insomma, un film da guardare il relax, senza aspettarsi nulla se non delle sonore risate.
