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Febbraio 20th, 2008

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Gennaio 28th, 2008

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Gennaio 28th, 2008

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La chiesa di Rennes-Le Château

Gennaio 22nd, 2008

La chiesa era stata consacrata nel 1089 e dedicata a Maria Maddalena, ma la sua fama la deve all’abate Saunière. Prima di entrare, sulla sinistra, è visibile la Madonna di Lourdes posta sul pilastro visigoto, il pilastro all’interno del quale Saunière avrebbe trovato i manoscritti.
All’ingresso troviamo scritto: ” Domus Mea Domus orationis Vocabitur” (La mia casa sarà chiamata casa di Preghiera), “Terribilis est locum iste” (questo è un luogo terribile) e “Hic Domus Dei est et porta Coeli” (Qui è la casa di Dio e la porta del cielo).
Bernardo di Chiaravalle nella “De Laude novae militiae ” diceva che Dio definisce la sua casa una casa di Preghiera.
“Terribilis est locum iste” (questo è un luogo terribile)
Nella Genesi (XXVIII, 10-17) leggiamo che Giacobbe sognò una scala che poggiava sulla terra e raggiungeva il cielo. Gli Angeli salivano e scendevano su di essa. Gli apparve Dio che gli parlò. Al suo risveglio ebbe timore e disse: “Come è terribile questo luogo! E nientemeno è la casa di Dio e questa è la porta del cielo”. Diede il nome di BETHEL a quel luogo che prima si chiamava LUZ.
Lynn Picknett e Clive Prince nel “La rivelazione dei Templari - I custodi segreti della vera identità di Cristo” sostengono che BETHEL è il Centro in lotta con Gerusalemme e che con il termine BETHEL, in francese, si designa il Tempio di una “setta” dissidente.
Ricordiamo questo passo non solo per la frase che si riferisce all’ingresso della chiesa, ma anche per la scala che parte dalla terra e raggiunge il cielo, perché la scala noi la troveremo in alcune stazioni della passione di Cristo che si trovano all’interno della stessa chiesa.
Sul timpano si nota un triangolo equilatero e possiamo ammirare la statua della Maddalena, ai lati 4 vasi contenenti delle rose, 3 a vaso, per un totale di 12 sopra la scritta «IN HOC SIGNO VINCES» e sotto la statua la scritta «REGNUM MUNDI ET OMNEM ORNATUM SOECULI CONTEMPSI PROPTER AMOREM DOMINI MEI JESU CHRISTI QUEM VIDI QUEM AMAVI IN QUEM CREDIDI QUEM DILEXI».
Sulla chiave di volta del portico lo stemma di papa Leone XIII.
Ai lati dell’ingresso due colombe che ci ricordano i Catari. Sotto quella di sinistra vi è incisa la data 1891, sotto quella di destra la data 1892.
E’ da ricordare che la colomba bianca è un simbolo alchemico che rappresenta il colore bianco (albedo) della materia prima che si trasforma in pietra filosofale. Per i cristiani la colomba è simbolo dello Spirito Santo, dell’Anima pura, ma diventa anche simbolo di armonia, delle azioni buone, della purezza animica; in Grecia simboleggiava la Grande Madre che era sacra ad Afrodite, Venere, ed il pianeta Venere era accostato alla Maddalena.
Entrando si nota il diavolo Asmodeo (il diavolo che, secondo la leggenda, portava l’acqua mentre Salomone faceva costruire il Tempio di Gerusalemme e che era poi diventato guardiano del tesoro del Tempio) che sostiene l’acquasantiera, a forma di conchiglia, sulla quale sono incise le iniziali “B.S.”, cioè Boudet-Saunière.
sormontate da 4 angeli nell’atto di fare il segno della croce, i quali poggiano su uno zoccolo formato da due salamandre.
La salamandra vive nell’elemento fuoco come la pietra filosofale. E’ simbolo della Pietra incandescente, dello zolfo incombustibile, è accostata alla Fenice che risorge fra le fiamme. Per i Cristiani simboleggia l’uomo giusto.
Sull’acquasantiera è anche inscritta la traduzione deformata: “PAR CE SIGNE TU LE VAINCRAS” (con questo segno tu LO vincerai) del motto, in latino, dell’imperatore Costantino: “IN HOC SIGNO VINCES”.
Il pavimento dove è collocato Asmodeo è composto da 64 lastre bianche e nere alternate, orientate verso i 4 punti cardinali.
Sull’ala sinistra di Asmodeo ci sono dei segni che sembrano graffi.
Di fronte, sull’altra parete, è posto il fonte battesimale con le statue di San Giovanni Battista e Gesù.
Il Battista versa l’acqua con una conchiglia.
La conchiglia è il simbolo del primo alito di vita. Il simbolismo cristiano considera il guscio della conchiglia come immagine della tomba che racchiude l’uomo dopo la morte, prima della resurrezione. E’ anche un emblema dei pellegrini, è l’attributo di alcuni santi, come S. Rocco, la cui statua si trova nella Chiesa.
Gesù ed Asmodeo hanno lo sguardo rivolto verso il pavimento e guardano le 64 mattonelle bianche e nere poste come una scacchiera.
All’interno della Chiesa si possono ammirare numerose statue che guardano anche esse il pavimento: San Germana de Pébrac, martire per aver difeso la sua verginità, San Rocco, Sant’Antonio l’Eremita, Sant’Antonio di Padova, con un libro aperto ed un giglio, l’Evangelista San Luca (medico, protettore delle arti figurative) e Maria Maddalena, rappresentata con una croce, un contenitore nelle mani che sembra un’anfora o un calice, un teschio ed un libro aperto.
Sul pulpito si trova la statua dell’Evangelista Luca e una cupola con su scolpiti simboli rosa-croce e 8 grifoni.
Il grifone, custode di tesori, è il simbolo della duplice natura (divina ed umana) di Gesù; per questo domina la Terra e l’Aria.
Sulla volta, come decorazione, vi sono dei gigli. Sulla stessa cupola è scolpito il monogramma del Cristo formato dalle sue iniziali in greco . Un altro monogramma del Cristo, usato, era formato dalle lettere a e w , che in alcuni casi veniva scritto A e w . La A spesso veniva rappresentata nel modo seguente , che con il passare del tempo diventò una squadra e compasso.
Henri Mertal, dell’Associazione di Rhedae, sostiene che le iniziali delle statue, così come erano state fatte collocare da Saunière danno il nome GRAAL; (Germana, Rocco, Antonio, Antonio, Luca), con esclusione di Maria Maddalena che era quella che lo possedeva.
Féral diceva inoltre che le Statue erano state poste a forma di “M”. Ed era per lui un riferimento alla Massoneria.
Poteva anche essere un’allusione al misterioso libro M?
Nel libro “Rennes-le-Château- capitale secrète de l’histoire de France” viene detto che nel pilastro visigoto è stato trovato un altro testamento, quello di Henri d’Hautpoul del 24.4.1695 con una invocazione in latino ai 5 santi di cui parliamo ed in più le lettere in gotico P.S.
Questo sarebbe il motivo per cui Sauniére aveva scelto le statue di questi Santi?
Santa Germana di Pébrac ci ricorda San Germano, vescovo di Parigi, fondatore del Monastero di S. Vincenzo, conosciuto oggi come “S.Germain des Pres” (nel serpente rosso troveremo citato sia Saint Germain des Pres, sia S. Vincenzo) ed è festeggiata il 17 gennaio, S. Rocco è un pellegrino, taumaturgo.
La sua gamba ferita ci fa pensare al re perduto, al re pescatore dei romanzi arturiani; S. Antonio l’Eremita, abate, protettore degli animali, è il S. Antonio dipinto da Teniers (che deteneva il segreto), la cui riproduzione il curato aveva acquistata a Parigi; S. Antonio di Padova, protettore delle cose perse, l’Evangelista Luca che riporta il passo di quando la Maddalena unse con unguento i piedi di Gesù e li asciugò con i capelli.
C’ è da dire, in quest’ultimo caso, che lo stesso episodio viene riportato in modo differente dai 4 Evangelisti: secondo Matteo e Marco, Gesù si trovava nella casa di Simone il lebbroso ed una donna si avvicinò a lui con un vaso di unguento molto prezioso e glielo versò sul capo, secondo Giovanni, Gesù si trovava a Betania, in un posto dove c’era anche Lazzaro quale commensale, e mentre Marta cucinava, Maria unse i piedi di Gesù con unguento e glieli asciugò con i capelli; Giovanni (11 , 1-3) scriveva che Maria, la sorella di Lazzaro, era quella che aveva unto i piedi di Gesù e che glieli aveva asciugati con i capelli e lo scrisse prima ancora che il fatto accadesse.
Secondo Luca, infine, il fatto è accaduto nella casa di Simone il Fariseo: una donna, peccatrice, piangente, si avvicinò a Gesù, gli bagnò i piedi con le lacrime, glieli asciugò con i capelli e li cosparse con l’unguento.
E c’è ancora da dire che mentre i primi tre raccontano l’accaduto poco prima dell’ingresso in Gerusalemme, per Luca è successo molto prima.
Ma la cosa più importante è che solo nel Vangelo di Luca viene riportato che Gesù disse a quella donna che le erano perdonati i peccati e che da quella donna “erano usciti sette demoni“.
Il pentimento ed il perdono sono molto sentiti da Sauniére; basta ricordare che aveva acquistato, a Parigi, il ritratto di papa Celestino V, che aveva stilato l’enciclica “La Perdonanza” e che durante una processione, dopo che aveva fatto sistemare una statua della Madonna di Lourdes sul pilastro visigoto, gridava e faceva dire: Penitenza, Penitenza.
Questa parola, ripetuta due volte, la fece incidere sullo stesso pilastro.
E’ da valutare anche che il passo riportato sulla pergamena è quello di Giovanni.
Quindi Maria Maddalena è da identificare con Maria sorella di Lazzaro.
Nel coro si possono ammirare le statue della Madonna e quella di Giuseppe; entrambi tengono in braccio Gesù, Maria con quello destro e Giuseppe col sinistro. Alcuni sostengono che Saunière abbia voluto far intendere che Gesù avesse avuto un fratello gemello.
Sotto l’altare si può ammirare un bassorilievo che rappresenta Maria Maddalena, opera dello stesso Saunière e dell’abate Courtauly.
Maria Maddalena contempla una croce grezza, da cui si alza un germoglio frondoso, al suo fianco vi è un libro aperto, un cranio e vi è anche un melo. Come sfondo il paesaggio di Rennes-le-Château.
L’albero del melo rappresenta l’albero della conoscenza del paradiso.
Adamo mangiò il frutto proibito e portò la morte nel mondo, ma per mezzo di un albero diverso venne riportata la salvezza. La mela nella religione celtica era simbolo del sapere tramandato. La croce con rami viene sempre paragonata all’albero genealogico.
Vi era anche una scritta distrutta da un vandalo:
JESU MEDELA VULNERUM SPES UNA POENITENTIUM PER MAGDALENAE LACRYMAS PECCATA NOSTRA DILUAS.
“Gesù rimedio per i nostri peccati e speranza per noi pentiti. Tu cancellerai i nostri peccati grazie alle lacrime della Maddalena”.
Questa scritta è riportata, anche, su una delle pergamene.
Sulla parete di sinistra, entrando nella Chiesa, si può ammirare un bassorilievo in cui è raffigurato Gesù su una collina fiorita attorno alla quale si trovano tre gruppi distinti di persone: tre donne, una delle quali ha in braccio un neonato, altre due, una delle quali si tocca il ventre come se fosse incinta, e due con i costumi del 1700.
Ai piedi della collina un sacchetto chiuso: cosa doveva contenere?
Si possono, ancora, ammirare le XIV stazioni della via Crucis.
Alcune Stazioni sono “anomale”.
Nella prima si nota un bambino negro e tra le sue gambe i piedi a forma di grifone di un seggio in oro.
Nella seconda stazione si nota una donna inginocchiata davanti un elmo d’oro. Gesù Cristo indossa un mantello rosso. Si nota anche una scala che va verso il cielo.
Nella settima sullo sfondo si vede una porta aperta dalla quale si intravede la Torre Magdala.
Nell’ottava una donna è coperta da un velo da vedova, un fanciullo ha un tessuto scozzese di colore azzurro.
Molti hanno visto una allusione ai massoni. Non sono chiamati figli della vedova? In massoneria non vi è il rito scozzese? E non esiste il grado azzurro?
Nell’undicesima un uomo dà sollievo a Gesù. Sullo sfondo una scala nella notte. Gesù ancora non è morto. Ma il Cristo non era morto prima che calasse la notte? Nei Vangeli viene detto che il Cristo era morto all’ora “sesta” (Luca e Marco), all’ora “nona” (Matteo), Giovanni non dice l’ora.
Per quanto concerne la sepoltura, Marco, Matteo e Giovanni dicono che avviene di notte, Luca “quando stava per cominciare il sabato”.
Due sono le ipotesi che alcuni fanno osservando la XIV stazione. E’ giorno. Gesù, quindi, è stato sepolto il giorno successivo o si trattava della rimozione del suo corpo dal sepolcro?
La Via Crucis è opera di un massone, lo scultore Giscard.
Per quanto concerne la scala dobbiamo ricordare che viene spesso usata in istituzioni iniziatiche tradizionali.
La scala congiunge il Cielo e la Terra, che sono due punti distinti ; l’uomo per mezzo di essa, se sale o se scende, procede per gradi secondo il numero dei pioli di cui è composta.
Ricordiamo la scala di 7 pioli dei misteri mitriaci e dei culti orfici, la “scala mistica” del rito scozzese composta da due gruppi di sette scalini.
La scala consente all’uomo di giungere al regno dell’immortalità di cui è stato privato dopo il peccato di Adamo.
“La scala è il mezzo per giungere al Paradiso terrestre, dove vi è l’Albero della Vita capace - dice Bizzarri in una sua tavola - di trasformare l’immortalità virtuale conseguita dall’iniziato pervenuto al compimento dei Misteri Maggiori in una condizione di conquista effettiva degli Stati Superiori dell’essere“. La scala è una ascesi spirituale. I 7 pioli rappresentano i cieli, nel rito scozzese le 7 scienze, e Dante ci dice che le scienze si identificano con i cieli.
Guardando il pulpito, ci accorgiamo che vi è scolpita la “Sophia”, la Saggezza, che gli gnostici associavano a Maria Maddalena.
Il pavimento della Chiesa è una scacchiera, composta da mattonelle bianche e nere.
Sul soffitto si può ammirare la volta celeste.
Le 14 stazioni della passione di Gesù sono poste da sinistra a destra, fanno un giro sinistrocentrico, e non destrocentrico per come era stato imposto da Roma.
Sull’ultimo arco in corrispondenza del Coro vi è un affresco raffigurante un’anfora, una Croce ed una M a forma di Omega capovolta, però chiusa alla base, intrecciata con una S. Cosa può significare?
L’anfora è riferita alla Maddalena e la Croce a Gesù.
Forse che dall’unione dell’anfora e della croce è sorto quello strano simbolo formato dalla M e dalla S? O più semplicemente significa Santa Maddalena? Eppure questo simbolo lo troveremo nel Serpente Rosso abbinato alla scritta Rosa-Croce.
Vi è, naturalmente, la sacrestia, all’interno della quale è stato collocato un armadio.
Dietro l’armadio è stata trovata una porta dalla quale si accede in una angusta stanza.
Perchè Sauniére aveva fatto costruire questa piccola stanza?
Viene naturale pensare che vi volesse nascondere qualcosa; o voleva distogliere l’attenzione da qualcos’altro, proprio facendola attrarre da quella stanza?
A Rennes-le-Château si racconta che una volta si era perso un cane, che si sentiva abbaiare, in lontananza, al di sotto della Chiesa. Dopo alcuni giorni il cane era tornato dal suo padrone sano e salvo.
C’è qualche camera sotto la Chiesa? E l’ingresso dove si troverebbe? Al di sotto dell’armadio è stato scoperto un vuoto, che va verso il sottosuolo, ma è troppo angusto per potervi entrare.
All’interno di quella stanza vi è una vetrata raffigurante la Crocefissione. Sullo sfondo si nota il Tempio di Salomone.
Da dietro la statua di Sant’Antonio l’Eremita si può accedere al campanile.
Si ammirano, inoltre, anche delle vetrate: La resurrezione di Lazzaro; L’episodio del lavaggio dei piedi da parte di Maria Maddalena.
Nella Chiesa in alcuni giorni dell’anno vengono osservati alcuni fenomeni:
il 13 gennaio (giorno del Battesimo del Cristo) i primi raggi del sole colpiscono i piedi del Cristo e poi si spostano su verso la statua;
il 17 gennaio (festa di S.Antonio) un raggio di sole batte sulla statua del Santo;
il 4 aprile e per tutta la settimana, il sole, attraversando la vetrata dove è rappresentata la Resurrezione di Lazzaro, proietta l’immagine del Cristo sulla parete di fronte.
In inverno, a mezzogiorno, il sole, attraversando la vetrata posta a sud, proietta l’immagine di un melo con tre mele blu.
Andiamo ad esaminare la scritta “PAR CE SIGNE TU le VAINCRAS” che si trova sopra l’acquasantiera.
La frase originale è “IN HOC SIGNO VINCES”; perchè Saunière l’ha fatta scrivere in francese? Per potervi aggiungere un “LE” e per dare alcune indicazioni che solo con l’alfabeto francese poteva dare.
Le lettere diventano così 22 come 22 sono i denti del teschio posto sulla porta del cimitero, come 22 sono i gradini della Torre Magdala, 22 è la somma delle due rampe di scale di 11 gradini che portano sulla terrazza, 22 erano le province dei templari.
Il 22 , nei tarocchi, è il matto; ed il folle è Perceval nel manoscritto del 1330 “La folie Perceval” conservato nella Biblioteca Nazionale Francese di Parigi.
Nel testo viene descritto il Graal come il “libro del santo vasello“.
Giovanna d’Arco diceva: “il mio Signore ha un libro in cui nessun chierico ha mai letto, per quanto perfetto possa essere nel suo stato di chierico“.
Nella scritta originale Sauniére ha aggiunto “le” che sono poste tra la 13a e la 14a lettera: il 1314 è l’anno in cui fu giustiziato Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dei Templari.
La L nell’alfabeto è la 12a lettera, mentre la E è la 5a, e 12+5=17, il numero ricorrente nel Mistero di Rennes.
Aggiungiamo, infine, e questo forse è un caso, che Sauniére è morto di 22.
Le lettere dell’alfabeto ebraico, che sono 22 ed alle 22 correnti che ci riportano allo studio della Kabalak e della onomanzia.
Nello Sepher Yetzirah troviamo scritto:…Queste sono le 22 segnature, con le quali fu fatto l’universo”.

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      Pavimento a scacchi                                Ingresso                            Marie Dénarnaud

                          
Asmodeo                       Vetrata              Statua della            Particolare statua          « Con questo segno
Maddalena              della Maddalena                lo vincerai »

Un segreto che sopravvive da anni attorno alla figura del parroco di Rennes-Le Château

Don Berenger Saunière
(1852-1917)

Sarcofago

ET IN ARCADIA EGO

Torre MAGDALA
(Maddalena)

Panorama di Rennes-le-Château

Asmodeo

Interno chiesa

Una delle
pergamene

Il cimitero di Rennes

Questi fatti videro come protagonista principale don Berenger Saunière (1852-1917) e si svolsero nel piccolo paese di Rennes-le-Château, posto su una collina nel dipartimento dell’Aude, nella Linguadoca francese.
Nel 1885 don Berenger diviene parroco del villaggio e si insedia nella chiesetta dedicata a Santa Maddalena. Egli è molto povero, e come dissero poi, con profondi interessi esoterici.
Come prima cosa, appena insediato al villaggio, decide di fare una colletta tra i nobili del luogo e il comune per raggranellare un po di soldi per ritstrutturare la chiesa che aveva bisogno di urgenti lavori di restauro.
Raggranellata una discreta somma, arruola pochi operai necessari e inizia i lavori.
Per prima cosa vennero alzate le piastrelle del pavimento e sotto, con suo grande stupore, rinvenne un paiolo contenente degli oggetti che, come dissero gli operai impiegati nell’opera, dovevano essere  molto preziosi e tra questi c’erano persino delle luccicanti monete d’oro.
Saunière però li smentì dicendo che quelle monete erano semplicemente alcune medagliette raffiguranti la Madonna di Lourdes e che gli oggetti erano cianfrusaglie senza valore.
Eppure nello stesso anno Saunière regalò all’abate Grassaud, curato d’Amélie les Bains, un calice in argento dorato, sul quale vi era inciso:”ECCE PANIS ANGELORUM FACTUS CIBUS VIATORUM”.
Alla base c’erano i simboli dei quattro Evangelisti e più sopra Gesù, S. Giuseppe ed un’altra immagine non ben indentificata femminile, forse una santa.
I lavori all’interno della chiesa continuavano e con essi le sorprese.
L’altare era costituito da una lastra di marmo posta tra due colonne e in una di queste colonne vennero rinvenuti dei manoscritti e dei documenti tra cui l’albero genealogico di Dagobert II dal 681 al 1244 e dal 1200 al 1644 con allegato il testamento redatto nel 1644 da François Pierre, barone d’Hautpoul, marchese di Blacheford e signore di Rennes-le-Château.
Nel testamento si parlava di un segreto di Stato. Vennero ritrovati anche dei testi codificati dei Vangeli (il vangelo di San Giovanni dove è indicato che Gesù si reca a Betania da Lazzaro e Maria gli unge i piedi con l’unguento e glieli asciuga con i capelli (XII, 1-11) ed alcuni versetti, quelli dove Gesù rispose ai Farisei che gli avevano fatto presente che i suoi discepoli stavano cogliendo spighe di sabato perché avevano fame: “…il Figlio dell’uomo è signore del sabato” (Luca VI, 1-5; Matteo XII, 1-8 e Marco II, 23-28).
Su questa colonna visigota, nella quale furono trovati tali documenti, Saunière fece incidere “PENITENCE-PENITENCE” e “MISSION 1891″ ed ergere sopra ad essa una statua della Madonna di Lourdes.
Il giorno dopo il rinvenimento dei manoscritti fu sollevata, davanti all’altare, una lastra di pietra e si capì subito che era stata posta al contrario, con la faccia rivolta verso il basso.
Saunière la fece rivoltare e si accorse che la lastra era composta da due pannelli scolpiti, su uno vi era un personaggio a cavallo che suonava un corno, sull’altro invece vi era un cavallo condotto da due cavalieri.
Forse un riferimento ai cavalieri Templari.
Sotto la lapide una tomba o l’ingresso della tomba della famiglia d’Hautpoul.
Solo Saunière ebbe modo di vedere cosa fosse celato sotto la lapide.
Forse Saunière trovò in questa cripta la vera tomba della marchesa d’Hautpoul, Marie de Nègri d’Ablès, che in punto di morte aveva rilasciato all’allora curato di Rennes-Le-Château, Antoine Bigou, in confessione, un segreto di famiglia, che doveva essere tramandato.
La marchesa era morta il 17 gennaio 1781 ed il curato Bigou aveva collocare sulla sua tomba, dieci anni dopo nel 1791, una lapide proveniente da un’altra tomba che si trovava ad Arques.
Probabilmente fu questo che fece capire a Saunière che nella tomba della marchesa, che si trovava nel cimitero, non si trovavano in realtà i resti della marchesa stessa ma che molto probabilmente in quella fossa era stato sepolto qualcos’altro.
Questa lastra era stata posata da Bigou nel 1791 e trovata poi da Saunière dopo il 1885 durante i lavori di ristrutturazione; però nel libro “Le pietre incise della Linguadoca” di Eugene Stublein, pubblicato nel 1884, quella pietra era già stata descritta.
Nello stesso libro veniva indicata anche la lapide della Marchesa d’Hautpoul-Blanchefort.
Come poteva Stublein, nel 1884, conoscere la lapide dei Cavalieri, se Bigou, nel 1781, l’aveva fatta collocare con le figure scolpite rivolte verso il pavimento e Saunière l’aveva rinvenuta solo dopo il 1885 durante i lavori di restauro della chiesa? E quale era la fonte da cui Stublein aveva tratto le informazioni per il suo libro?
L’ipotesi mossa fu che si trattava di una fonte certamente antecedente al 1781 e che chi l’aveva riportata doveva di sicuro aver visto la lapide e quindi la tomba di Sigibert IV.
(La pietra tombale di SIGIBERT IV si trovava nella chiesa Santa Maddalena di RENNES-LE-CHÂTEAU e oggi è al museo delle lapidi di CARCASSONNE).
A questo punto Saunière sospese i lavori.
Saunière incontra il curato Gélis, l’abate Carrière e l’abate Cros e riceve la visita di alcuni confratelli.
Successivamente Saunière si recò da Mons. Felix Billard, vescovo di Carcassonne.
Allo stesso riferì della scoperta. Glielo riferì non solo perchè era un suo superiore, ma soprattutto perchè Billard faceva parte di un famoso Ordine, che si perdeva nella notte dei tempi, e al quale entrambi appartenevano.
Il vescovo lo autorizzò, allora, ad andare a Parigi per far decifrare i manoscritti dagli esperti ecclesiastici.
Saunière rimase in quella città tre settimane, invece dei 5 giorni autorizzati.
Egli si recò direttamente al S. Sulpice dove era direttore l’abate Biel.
Qui conobbe il giovane Emile Hoffet che lo introdusse in circoli culturali ed artistici.
Saunière, quando partì per Parigi, sapeva a chi rivolgersi; era stato indirizzato da persone fidate a cui poteva affidare le pergamene o copie delle stesse; non lo avrebbe mai fatto se non fosse stato sicuro dei suoi interlocutori visto il valore delle pergamene che aveva dissepolto dalla chiesa.
Anche il giovane Emile Hoffet era una persona di fiducia, forse faceva parte dello stesso Ordine di Billard.
I manoscritti vennero decifrati. Una copia degli stessi e dell’albero genealogico rimasero ad Hoffet.
La biblioteca dell’abate Hoffet, alla sua morte, fu acquistata dalla “Lingue de la Librairie ancienne”.
E da quel momento il parroco iniziò ad arricchirsi oltre ogni immaginazione.
Saunière a Parigi acquistò anche delle riproduzioni di quadri: la tentazione di S.Antonio di Teniers, i pastori d’Arcadia di Nicola Poussin (3 pastori ed una pastorella che osservano una tomba con su inciso: “ET IN ARCADIA EGO) tela realizzata intorno al 1640; il sarcofago esisteva veramente a poca distanza da Rennes-le-Chateau, e sebbene, in teoria, Poussin non si fosse mai recato da quelle parti, anche il paesaggio dello sfondo del quadro sembrava coincidere con quello reale ed un ritratto di Papa Celestino V.
Saunière, prima di rientrare a Rennes, informò anche il suo vescovo della evoluzione delle cose e poi fece riprendere i lavori con grande spiegamento di mezzi, il denaro cominciò a scorrere a fiumi: il sacerdote sembrava possederne in quantità illimitata.
Cominciò a compiere lunghe esplorazioni nei luoghi circostanti si incontrò con la famiglia di Marie Dénarnaud, che diventò la sua governante.
Chiese ed ottenne dal comune di utilizzare un terreno di fronte la chiesa, dove fece realizzare una grotta nella quale costruì un calvario.
Saunière vi fece incidere la seguente iscrizione: “Chistus A.O.M.P.S. Defendit”.
Su questa iscrizione sono state fatte tante ipotesi. Alcuni leggono: “CHRISTUS ANTIQUUS ORDO MYSTICUSQUE PRIORATUS SIONUS DEFENDIT” (Che Cristo difenda l’antico ordine mistico del Priorato di Sion).
Altri invece sostengono che è una invocazione rivolta a Dio affinché protegga tutti gli uomini: “CRISTUS AB OMNI MALO POPULUM SUUM DEFENDIT” (che Cristo difenda il suo popolo da ogni male).
Quell’ invocazione era composta da sole lettere perchè nessuno doveva sapere, solo lui e pochi altri, quale fosse il suo vero significato.
Saunière fece anche costruire davanti al cimitero una porta, sulla quale fece mettere un teschio con 22 denti ed ossa in metallo incrociate, simbolo templare, ed una struttura che gli abitanti chiamavano “biblioteca” che fu però distrutta da un incendio il 14.7.1895.
Per qualche tempo Saunière abitò in questa struttura e di notte faceva scavi nel cimitero.
A tal proposito, Marie Dénarnaud ebbe a dichiarare che erano stati sorpresi mentre stavano aprendo una tomba.
Il Municipio protestò per quello che stava Saunière stava facendo.
Nel cimitero Saunière trovò la tomba della contessa d’Hautpol-Blanchefort.
Aveva letto quello che c’era sulla lapide e lo aveva cancellato.
Non sapeva che quella iscrizione qualcuno l’aveva già copiata.
Sulla lapide, figura l’anno di morte in lettere romane, ma al posto della seconda “C” viene incisa una “O” (MDC O LXXI invece di MDCCLXXI).
Marie Dénarnaud dichiarò successivamente che avevano aperto una tomba senza però chiarirne lo scopo e senza rivelare che cosa facessero nel cimitero oltre a leggere le iscrizioni sulle tombe.
Il 6 luglio del 1897 la chiesa, sulla cui facciata, Saunière aveva fatto incidere: “Questo è un luogo terribile”, viene inaugurata e per due anni Saunière si assenterà spesso ed in modo sistematico da Rennes-Le-Château.
Ricevette per due volte la visita di Jean-Stephane d’Hasbourg, che gli abitanti di Rennes conoscevano come signor Guillame.
Jean-Stephane d’Hasbourg era il tramite di qualche misterioso personaggio che aveva molto interesse alle ricerche di Saunière.
Insieme avevano aperto dei conti in una banca svizzera.
E se Jean-Stephane d’Hasbourg conosceva l’esistenza dei documenti e di un “segreto”, certamente anche lui faceva parte di quell’Ordine a cui apparteneva il vescovo Billard e lo stesso Saunière che nel 1900 acquistò 6 terreni e li intestò a Marie Dénarnaud.
Costruì inoltre la Villa Betania, che, dopo la sua morte, sarebbe dovuta diventare casa di riposo per i preti della diocesi. All’interno fece costruire una cappella personale, per avere la possibilità di dire messa.
All’ingresso principale troneggia una statua del Cristo, al di sopra la scritta “Villa Bethanie”.
Fu costruita una cisterna che alimentava una fontana a beneficio della popolazione.
Fece costruire una strada di collegamento per Rennes ma, soprattutto, si dedicò all’edificazione della Torre Magdala.
L’aveva ideata per ospitare il suo studio e la biblioteca, aveva curato i lavori nei minimi particolari e qui iniziò una a collezionare francobolli e cartoline.
All’ingresso della torre era stata posta la scritta “Magdala”, ma la “M” somiglia ad una “Omega” capovolta; nelle iscrizioni di Saunière si troveranno spesso lettere capovolte.
I lavori alla torre durarono 8 anni. Molte personalità andarono a trovare Saunière; fra queste anche un massone, Henri Charles Etienne Dujardin-Beaumetz, della loggia “La Clémente Amitié”.
E’ probabile che Saunière fosse stato iniziato in quella Loggia.
Furono svolte delle indagini su di lui e sul suo operato per scoprire da dove arrivasse tanto denaro visto che Saunière, quando si era insediato al villaggio, era così povero da non avere nemmeno il denaro per andare avanti.
Nel 1911 il vescovo, successore di Billard, non trovando altra motivazione, accusò Saunière di traffico di messe e lo sospese.
Saunière fece appello a Roma e venne difeso dal canonico Huguet.
Riabilitato, l’11 aprile 1915 viene definitivamente sospeso, in quanto continuava a rifiutarsi di dare spiegazioni persino a Roma.
Gli fecero sapere che sarebbero stati clementi con lui, se avesse fatto ammenda e spiegato tutto, ma Saunière non lo fece mai.
Il 5 gennaio 1917 decise di iniziare un’altra costruzione: una torre di 60 metri.
Un preventivo è datato 12 gennaio 1917. Lo stesso giorno ebbe un malore mentre si trovava nella Torre Magdala.
Ebbe paura. Il 17 gennaio 1917 fece chiamare l’abate Riviere per confessarsi.
La confessione durò molto però non ricevette l’assoluzione. Saunière non aveva realmente avuto l’intenzione di confessarsi ma bensì voleva trasferire il suo segreto.
Ma Riviere non capì o non volle capire.
Saunière morirà, per una emorragia cerebrale, il 22.1.1917. Sulla sua tomba è riportata la scritta INRI (Gesù Nazzareno re dei Giudei); anche in questo caso vi è una lettera capovolta: la “N”.
Ma mentre la “M” di Madgala era stata fatta scrivere da Saunière, qualcun altro diede ordine di incidere la “N” in quel modo sulla sua tomba.
Messaggio o errore?
La “N” che vuol dire Nazareth, al rovescio è da interpretare come Hterazan, che in ebraico significa “HA TE RATZ AN” (dove è la misteriosa camera?).
Quindi il Gesù Nazareno re dei Giudei diventerebbe: “Io so dove è la camera misteriosa del Re dei Giudei”.
Marie Denardaud era forse l’unica che fosse a conoscenza del segreto del parroco.
In vecchiaia fù assistita da un certo Noel Corbu al quale ella promise che, prima di morire, gli avrebbe rivelato cose che lo avrebbero fatto diventare ricchissimo e molto potente.
Nel 1953 Marie Denardaud ebbe un ictus che le fece perdere la parola e le paralizzò entrambe le braccia.
Corbù, anche se aveva fatto in tempo ad ascoltare quel segreto, non ebbe modo di sfruttarlo poiché, poco dopo la morte della Denardaud, anche egli perì tragicamente in un terribile incidente d’auto.
Un velo nero di morte si stese così sul “segreto”.
PUBBLICAZIONI E IPOTESI
Henry Lincoln, Michael Baigent e Richard Leigh nel loro libro “The Holy Blood and The Holy Grall” (1982), tradotto nell’edizione italiana col titolo: “Il santo Graal”, sostennero l’ipotesi che Gesù non era morto sulla croce ma, grazie all’aiuto dei suoi discepoli, riuscì a farsi credere morto e a scappare nel sud della Francia, dove si sposò con Maria Maddalena e visse fino all’età di 74 anni.
Alla sua morte fu seppellito a Rennes-le-Château.
Partendo dalle pergamene e dal quadro di Poussin, decrittando codici segreti dapprima elementari e poi sempre più complessi,Henry Lincoln avrebbe scoperto, tutto intorno a Rennes-le-Chateau, le coordinate di una vasta serie di luoghi sacri collegati tra loro da lunghi “leys”.Egli dimostra come questi primi luoghi siano allineati ad altri, e questi ad altri ancora, fino a formare un pentacolo perfetto, un immensa stella a dieci punte perfettamente regolari con al centro il sito di Coustlaussa.
Questo vasto territorio costituirebbe un immenso luogo sacro, un incredibile tempio alla Grande Madre elevato dagli stessi misteriosi costruttori del Neolitico che - in scala di gran lunga minore - avevano edificato Stonehenge, Avebury e altri siti megalitici d’Europa.
Richard Andrews e Paul Schellenberger nel loro libro “The Tomb of God” (1996), tradotto in italiano col titolo: “Alla ricerca del sepolcro”, si dicono certi di aver localizzato la tomba di Cristo.
Essa si troverebbe vicino a Rennes, precisamente sul monte Cardou.
Etimologicamente, Cardou dovrebbe essere, secondo Andrews e Schellenberger, la contrazione di “corps de Dieu” (corpo di Dio).
Saunière forse si era arricchito ricattando la Chiesa di Roma, minacciando di rendere pubblica la scoperta che Gesù non era morto come la tradizione insegna, ma che era sopravvissuto alla crocifissione, si era sposato e aveva anche avuto dei figli dai quali sarebbe iniziata la dinastia francese dei Merovingi considerati i diretti eredi di Gesù.
Il Graal, a questo punto, etimologicamente, verrebbe da “San Graal” errata copiatura di “Sang Real”, il Sangue Reale di Cristo, designante la dinastia merovingia.
La scoperta del parroco potrebbe riguardare dei segreti alchemici.
Berenger Saunière era in contatto con riservatissimi circoli ermetici e molti simbolismi nella chiesa parrocchiale lo dimostrerebbero.
Vi è poi la statua del diavolo Asmodeo che, secondo la tradizione, vigilava sul tesoro.
Egli regge l’acquasantiera e sopra si possono osservare quattro angeli che si segnano con la croce.
E’ il simbolo degli antichi quattro elementi (Terra, Acqua, Fuoco e Aria).
Quelle pergamene da lui trovate svelavano l’Arcano degli Arcani?
In caso affermativo, chi furono i redattori di quei segreti alchemici?
Luoghi, questi di Rennes-le-Château e limitrofi, assai sinistri.
Qualcuno li ha descritti parlando anche di presenze infernali che impregnano l’area.
In tutta la zona, da secoli, erano ampiamente diffusi riti e culti satanici e numerose vestigia restano a testimonianza delle apparizioni del maligno.
Il sacerdote aveva risolto un complicato codice che coinvolgeva, oltre alle pergamene, il quadro di Poussin, giungendo così al nascondiglio di un tesoro maledetto (le ragioni del sinistro attributo non sono perfettamente chiare, ma giustificano la frase “Terribilis est locus iste”) forse proveniente dal Tempio di Gerusalemme.
Le misteriose carte rinvenute dal parroco Berenger Saunière nell’altare della chiesa di Rennes-Le-Chateau sarebbero state il punto di partenza per il ritrovamento di altri documenti i quali proverebbero che i Merovingi, eredi diretti di Cristo, non si sono estinti ma sono ancora presenti e protetti da un’antica società iniziatica denominata Il “Priorato di Sion”, il cui scopo è ripristinare la monarchia.

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Dicembre 24th, 2007

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Il RE delle recensioni su carta : ALTROCONSUMO

Dicembre 24th, 2007

Sul web siamo noi ( speriamo ehehehe) mentre su carta il re incontrastato delle rencisoni di prodotti e servizi - sempre dalla parte del consumatore - è sicuramente Altroconsumo. Io sono abbonato da anni e ho anche usufruito del loro servizio legale gratuito per gli abbonati e ho risparmiato una barca di soldi oltre che aver vinto anche la contestazione con cui ero in ballo. Alla fine Altroconsumo è la più grossa ed autorevole associazione di consumatori che esiste in Italia.

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